Con la circolare n. 62/2018, l’INPS prende atto del provvedimento (DD. 5 dicembre 2017, in G.U. del 12 dicembre), con il quale si dà attuazione alle disposizioni in materia di adeguamento agli incrementi della speranza di vita, illustrando i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici.

Nello specifico, il documento si riferisce a:

  • Pensione di Vecchiaia

Il requisito per la pensione di vecchiaia per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata, nel biennio 2019-2020, passerà dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni.

Con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento all’incremento della speranza di vita previsto dal decreto in parola deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’articolo 24, comma 7, della legge n. 214 del 2011, che consente l’accesso alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima effettiva di cinque anni e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 71 anni.

  • Pensione Anticipata

Il requisito contributivo che consente il pensionamento anticipato, a prescindere dall’età anagrafica, nel biennio 2019-2020, sale dagli attuali 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi le donne) a 43 anni e 3 mesi (42 anni e 3 mesi le donne).

Per i cosiddetti «precoci» (chi può far valere almeno un anno di lavoro effettivo prima dei 19 anni di età) il cui requisito attuale è di 41 anni, nel biennio 2019-2020 sarà elevato a 41 anni e 5 mesi

Con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento all’incremento della speranza di vita, previsto dal decreto in parola, deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’articolo 24, comma 11, della legge n. 214 del 2011, che consente l’accesso alla pensione anticipata con almeno venti anni di contribuzione effettiva e con il requisito del c.d. importo soglia mensile e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 64 anni.

Per i cosiddetti «precoci» (chi può far valere almeno un anno di lavoro effettivo prima dei 19 anni di età) il cui requisito attuale è di 41 anni, nel biennio 2019-2020 sarà elevato a 41 anni e 5 mesi.

  • Pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote

Il decreto 5 dicembre 2017 ha stabilito tra l’altro che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di 0,4 unità.

Pertanto, per il biennio 2019-2020, i soggetti per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti per il diritto alla pensione con il sistema delle c.d. quote, possono conseguire tale diritto ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98, se lavoratori dipendenti pubblici e privati (in luogo del precedente requisito che prevedeva quota 96 – 60 anni di età + 36 di contributi oppure 61 anni di età + 35 di contributi) , ovvero di un’età anagrafica minima di 63 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all’INPS ( in luogo del precedente requisito che prevedeva quota 97 – 61 anni + 36 di contributi oppure 62 anni + 35 di contributi).

  • Pensione in totalizzazione (decreto legislativo n. 42 del 2006)

Ferma restando l’applicazione della disciplina della c.d. finestra mobile, aumenta a 66 anni l’età pensionabile per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione.

Ed ancora, ai fini del conseguimento della pensione di anzianità in regime di totalizzazione, mentre la previgente disciplina prevedeva un’anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi (2080 contributi settimanali) sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni, dal 2019 detto requisito contributivo viene fissato in 41 anni.

In ultimo, si deve precisare, che la circolare in questione fornisce un’analitica illustrazione dell’adeguamento all’incremento della speranza di vita per il personale appartenente al comparto difesa, sicurezza e vigili del fuoco nonché le modalità di determinazione delle variazioni della speranza di vita nel biennio 2021-2022, ai sensi delle previsioni contenute nella Legge di Bilancio 2018.

 

 

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