Chi l’avrebbe mai detto che lo strumento più utilizzato nell’ultimo secolo fu creato dal Dipartimento della Difesa degli USA finalizzato alla creazione di una rete di comunicazione che potesse aiutare in caso di guerra?

Oggi quasi tutte le aziende, che vogliono arrivare nella maniera più immediata e facile possibile ai consumatori, posseggono un sito web. L’utilizzo di internet cresce sempre di più soprattutto negli ambienti di lavoro, si pensi al tanto discusso smart working e all’uso della posta elettronica come principale strumento lavorativo. Proprio per questo motivo risulta fondamentale disporre in azienda un efficace regolamento che informi e stabilisca il come poter utilizzare questi strumenti per finalità prettamente lavorative e soprattutto su come questi possano essere facilmente sottoposti ai controlli dal datore di lavoro.

Alla luce degli interventi normativi apportati dal Jobs act, vale la pena citare le modifiche apportate all’art 4 dello Statuto dei Lavoratori proprio in riferimento agli adempimenti e agli obblighi che il datore di lavoro, in quanto esecutore del proprio potere organizzativo, direttivo e di controllo è tenuto, dall’ordinamento giuridico a rispettare. Le modifiche in questione di possono distinguere in:

  • Strumenti di controllo;
  • Strumenti di lavoro;

Mentre per i primi è legittima l’installazione di apparecchiature o strumenti dai quali si possa desumere la possibilità di un controllo a distanza dell’attività lavorativa esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.

Per i secondi si fa riferimento al così detto “controllo informatico” ossia a tutti quegli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa, che sono sottratti integralmente al campo di applicazione delle logiche collettive di protezione sindacale o amministrativa.

Nonostante la diversa natura di questi strumenti, il legislatore ha ribadito che le informazioni raccolte attraverso gli strumenti di controllo autorizzati o gli strumenti di lavoro, possono essere utilizzati a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, tra cui quello disciplinare, solo a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal Codice della Privacy.

A tal riguardo è bene citare la Sentenza n. 22313 del 2016, dove il legislatore ha affermato la legittimità del controllo del datore di lavoro sui Pc aziendali, sempre rispettando la libertà e la dignità dei lavoratori. Vige comunque il divieto di trasformare il controllo in un’attività di vigilanza assidua, continuativa ed invasiva.

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