Il rapporto di lavoro domestico si ha quando il lavoratore, anche straniero, presta la propria opera, per il funzionamento della vita familiare. Tutto questo è regolato dal codice civile, dalla Legge e dal CCNL di riferimento.

Affinché si abbia la configurazione del lavoro domestico due sono le caratteristiche che la prestazione deve avere:

  • La continuità;
  • Il luogo dove essa viene svolta deve essere all’interno dell’abitazione del datore di lavoro.

Tra gli adempimenti del datore di lavoro vi è senz’ altro l’obbligo al versamento dei contributi previdenziali, il quale genera la possibilità da parte del collaboratore domestico, una volta cessato il rapporto di lavoro, di ricevere delle prestazioni, tra queste vi è la Naspi.

Per poter ricevere l’Indennità di disoccupazione bisogna che si verifichino delle condizioni:

  • La perdita involontaria del lavoro;
  • La necessaria presenza di 13 settimane contributive versate nei 4 anni prima della cessazione;
  • Almeno 5 settimane di lavoro negli ultimi 12 mesi prima della cessazione, con un minimo di 24 ore settimanali lavorate.

Quando richiederla?

Il lavoratore deve presentare la richiesta telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, altrimenti perderà il diritto stesso. Il periodo massimo di percezione dell’indennità è di 24 mesi. Per quanto riguarda la misura dell’indennità spettante ai lavoratori, questa è proporzionale alla retribuzione imponibile previdenziale dei 4 anni precedenti, ed è pari al 75% della retribuzione mensile media del quadriennio per i primi 90 giorni, dal 91° giorno in poi questa sarà ridotta del 3%.

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