L’istituto della certificazione dei contratti di lavoro è stato introdotto dal titolo VIII, artt. 75 e seguenti, D.Lgs. 276/2003, con lo scopo di ridurre il contenzioso in materia di lavoro assegnando a specifiche Commissioni il ruolo di valutare il corretto inquadramento contrattuale di un rapporto di lavoro scelto dalle parti. Successivamente il Jobs Act e i successivi decreti attuativi hanno assegnato alle Commissioni di certificazione importanti nuove competenze. Volontà dell’istituto è quello principale ed esclusivo di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contratti di lavoro. In merito alle tipologie contrattuali, oggi si applica a tutti i contratti in cui sia dedotta direttamente o indirettamente una prestazione di lavoro.

Oggetto sono i contratti, e non i rapporti, anche in corso di esecuzione:

  1. L’atto di deposito, ossia il contenuto, del regolamento interno delle cooperative;
  2. La distinzione tra il contratto di appalto e quello di somministrazione di lavoro, dove principale sarà l’interesse delle parti del contratto, nel certificare la sussistenza dei requisiti del contratto di appalto, escludendo così la configurabilità della somministrazione irregolare di mano d’opera;
  3. Clausole elastica nel contratto a tempo parziale.

L’art 76 del d.lgs. 273\2003 individua gli organi preposti all’espletamento della procedura di certificazione:

  1. Enti bilaterali, nazionali o territoriali costituiti da una o più associazioni di datori e lavoratori comparativamente più rappresentative
  2. Direzioni provinciali del lavoro e le province
  3. Università pubbliche e private, Fondazioni universitarie
  4. Ministero del lavoro e delle politiche sociali Direzione generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali.
  1. Consigli provinciali dei consulenti del lavoro esclusivamente per i contratti istaurati nell’ambito territoriale di riferimento

La procedura di certificazione viene avviata tramite un procedimento amministrativo, volontario, su istanza congiunta delle parti redatta e sottoscritta da entrambe le parti. L’avvio della procedura deve essere comunicata alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro il quale a sua volta deve darne notizia alle autorità pubbliche nei confronti delle quali la certificazione produrrà effetti. Conclusione del procedimento entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza.

  1. L’atto avrà effetto vincolante per i terzi fino a diverso accertamento giudiziale (sentenza di merito)
  2. Contratti in corso di esecuzione: effetti retroattivi fino al momento di inizio del contratto
  3. Contratti non ancora sottoscritti: dal momento della sottoscrizione del contratto

Infine, interessante è come gli organi di vigilanza e quelli previdenziali vengano privati dei poteri di disconoscimento e sanzionatori. Questi ultimi potranno soltanto, previa verbalizzazione dell’irregolarità, procedere all’impugnazione giudiziale del contratto certificato. È bene ricordare che vige l’obbligo del tentativo di conciliazione dinanzi alla commissione che ha certificato il contratto per tentare una soluzione conciliativa, prima di adire il Tribunale.

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