La categoria dei lavoratori precoci, comprende coloro i quali sono entrati nel mondo del lavoro prima del compimento dei 19 anni di età.

La Legge di Bilancio 2017, ha consentito a tali lavoratori di andare in pensione in anticipo rispetto ai coetanei, in presenza di determinati requisiti.

L’articolo 1, comma 199 e seguenti, della citata legge, ha previsto la possibilità, per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni, di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata, per la quale ricordiamo sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

In particolare, dal mese di maggio 2017, i lavoratori interessati potranno ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione (da qui l’appellativo di Quota 41), requisito soggetto al normale adeguamento alla speranza di vita, a decorrere dal 1° gennaio 2019.

I lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti per i lavoratori dipendenti e autonomi e delle forme sostitutive ed esclusive, con almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo, precedenti al diciannovesimo anno di età possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Il beneficio spetta, in particolare, ai lavoratori che si trovino nelle seguenti condizioni:

– stato di disoccupazione;

– lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;

– lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

– svolgimento di lavori usuranti o svolgimento da almeno sei anni in via continuativa un’attività gravosa.

La Legge di Bilancio 2018, ha poi introdotto, con effetti dal 1° gennaio 2018, alcune modifiche:

  • Estensione del beneficio, a determinate condizioni, per chi assiste i  parenti entro il secondo grado e gli affini (I parenti di secondo grado sono fratelli e sorelle, nipoti e nonni. Gli affini di primo grado sono suoceri, generi e nuore, gli affini di secondo grado cognati e cognate, nonni e nonne del coniuge).
  • Modificato l’arco temporale di riferimento per lo svolgimento dei “lavori gravosi” (almeno sette anni negli ultimi dieci o dal almeno sei anni negli ultimi sette).
  • Estensione a quattro nuove categorie di lavori gravosi (siderurgici, marittimi, pescatori, agricoltori), portando a 15 le attività che danno diritto al trattamento. Le 11 tipologie già previste nel 2016 erano: addetti alla concia di pelli e pellicce, addetti ai servizi di pulizia, addetti spostamento merci e/o facchini, conducenti di camion o mezzi pesanti in genere, conducenti treni e personale viaggiante in genere, guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni, infermieri o ostetriche che operano su turni, maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia, operai edili o manutentori di edifici, operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti, chi cura, per professione, persone non autosufficienti).
  • Eliminazione dell’obbligo di tariffa INAIL non inferiore al 17 per mille

 

Confermato, invece, per i precoci che intendano usufruire del requisito agevolato dei 41 anni di contributi il meccanismo di adeguamento all’incremento della speranza di vita previsto a decorrere dal 1° gennaio 2019.

In queste ultime settimane si è parlato molto della Quota 41 dal momento che il Governo stava pensando di estendere a tutti i lavoratori la possibilità di ricorrervi; tuttavia alla fine sembra che almeno per il 2019 non ci dovrebbero essere novità di questo tipo dal momento che l’unica misura di flessibilità che l’Esecutivo intende introdurre è la Quota 100.

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