A partire dal 2017 la Dichiarazione IVA va presentata fra il 01/02/2018 e 30/04/2018, tuttavia le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza si considerano valide.

Una delle novità, sono le modifiche apportate al quadro VH con la nuova denominazione di “VARIAZIONE DELLE COMUNICAZIONI PERIODICHE”, da compilare solo qualora il contribuente intenda variare i dati delle comunicazioni liquidazioni periodiche trasmesse ai sensi dell’art. 21 bis del D.L. n. 78/2010. In relazione al nuovo adempimento della comunicazione trimestrale delle liquidazioni periodiche, c’è stata la modifica del contenuto del rigo VL30 del quadro VL.

La modifica riguarda i versamenti periodici, pertanto tale rigo si compone ora di tre campi, nei quali si devono indicare gli importi dovuti in base alle comunicaioni (campo 2), gli importi versati (campo 3), il maggiore tra detti importi (campo 1). Quest’ultimo è l’importo da computare in detrazione nel quadro VL a titolo di IVA periodici. Ciò a motivo del fatto che l’imposta periodica dovuta e non versata, risultante dalle comunicazioni trimestrali, è riscossa dall’Agenzia delle Entrate con riferimento alle comunicazioni stesse (ai sensi dell’art. 54-bis del DPR n. 633/72). Iva che quindi deve essere comunque dedotta nella liquidazione definitiva in sede di dichiarazione annuale.

La dichiarazione annuale deve essere presentata anche in assenza di operazioni imponibili, per cui l’obbligo riguarda anche i soggetti che nel corso del 2017 non hanno registrato alcuna operazione nè attiva e nè passiva.

Dichiarazione Iva 2018: soggetti esonerati e esclusi

  • Soggetti che nel 2017 hanno registrato SOLO operazioni esenti e coloro che sono stati dispensati dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ma solo se hanno effettuato operazioni esenti. L’esonero dalla dichiarazione IVA non vige qualora il soggetto abbia registrato operazioni intracomunitarie, eseguito rettifiche o abbia effettuato acquisti per i quali l’IVA è a carico del cessionario, Iva reverse charge.
  • Soggetti nel regime forfettario;
  • Contribuenti minimi;
  • Produttori agricoli esonerati dagli adempimenti;
  • Esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività, esonerati dagli adempimenti IVA perché hanno scelto l’applicazione dell’IVA ordinaria;
  • Imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, purché non esercitino altre attività rilevanti ai fini Iva;
  • Soggetti passivi Iva se nel 2017 hanno effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di versamento dell’imposta sul valore aggiunto.
  • Soggetti che per opzione sono stati esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi ottenuti dall’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali.
  • Soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario ma identificati in Italia ai fini dell’IVA circa gli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici resi a committenti non passivi IVA, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro.

Dal 1° gennaio di ogni anno è possibile utilizzare in compensazione il credito Iva relativo all’anno precedente. Esistono tuttavia alcuni limiti, legati all’ammontare del credito utilizzabile, che richiedono alcuni accorgimenti da parte del contribuente. Fino a 5mila euro non ci sono limiti, e la compensazione è libera. Per compensare importi superiori a 5mila euro, occorre attendere il 10° giorno successivo alla presentazione della dichiarazione IVA, munita del  visto di conformità.

 

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