Pagamento stipendi in contanti?Addio, arriva l’obbligo della tracciabilità.

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La legge di bilancio 2018 e successivamente le diverse note esplicative dell’INL, hanno disciplinato la tracciabilità delle retribuzioni a seconda del rapporto di lavoro in cui ci si trova.

Vediamo in che modo.

Gli ambiti di applicazione sono tre:

  • Rapporto di lavoro subordinato;

  • Collaborazioni coordinate e continuative;

  • Contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci ai sensi della Legge n. 142/2001.

Quali sono i rapporti di lavoro esclusi?

  • I rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni;

  • I rapporti domestici, nello specifico quelli rientranti nell’ambito di applicazione dei CCNL per addetti ai servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative;

  • Tutti i compensi derivanti da borse di studio, tirocini, rapporti autonomi di natura occasionale,

In che modo andrà corrisposta la retribuzione?

  • Bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore, in questo caso il datore di lavoro per consentire l’effettiva tracciabilità dell’operazione eseguita, dovrà conservare le ricevute diversamente anche ai fini della loro esibizione agli organi di vigilanza.;

  • Strumento pagamento elettronico;

  • Pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

  • Emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato.

Cosa accade qualora venga violata la disciplina?

  • In caso di violazione, il comma 913 prevede che “al datore di lavoro o committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro”
  • La sanzione si applica anche nel caso in cui il datore di lavoro o committente abbia effettuato il pagamento con le modalità previste, ma abbia successivamente revocato, ad esempio, il bonifico, ovvero l’assegno bancario eventualmente emesso sia stato annullato prima dell’incasso.

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